La XXIII edizione del Rapporto sulla situazione e le prospettive del sistema agro-alimentare in Lombardia, realizzato per la Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste della Regione Lombardia, offre una fotografia approfondita dell’andamento del comparto agro-alimentare regionale. L’elaborazione è stata curata dall’Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare (SMEA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Cremona, con il coordinamento del prof. Paolo Sckokai, e dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali (ESP) dell’Università degli Studi di Milano, coordinato dal prof. Roberto Pretolani.
Il Rapporto utilizza i dati 2024, integrati da stime per il 2025, e si basa sui dati semestrali di Unioncamere Lombardia e sulle informazioni del 7° Censimento Agricolo ISTAT.

Un sistema agro-alimentare forte, articolato e competitivo
La Lombardia conferma la propria centralità all’interno del sistema produttivo nazionale: il valore della produzione agroindustriale sfiora i 18 miliardi di euro, mentre la produzione agricola raggiunge quasi 11 miliardi, con un contributo al PIL superiore ai 5 miliardi di euro.
La struttura produttiva è caratterizzata da 43.000 aziende agricole, in prevalenza imprese professionali con una superficie media aziendale doppia rispetto alla media italiana. Accanto a queste si collocano le 6.000 imprese alimentari, pari al 10% del totale nazionale responsabili del 20% del valore aggiunto del settore.
I consumi finali della popolazione lombarda – circa 10 milioni di abitanti – ammontano a quasi 53 miliardi di euro, livelli superiori del 10% rispetto alla media pro-capite nazionale.
Dati import-export del sistema agroalimentare lombardo
Negli ultimi 15 anni il saldo commerciale dei beni agro-alimentari è rimasto negativo, inoltre la crescita del deficit (+12%) è risultata inferiore a quella dell’inflazione (+32%).
Altro dato rilevante: l’incremento percentuale dell’export è stato superiore a quello dell’import.
La composizione della Produzione ai Prezzi di Base

La Produzione ai Prezzi di Base (PPB) in Lombardia si distingue nettamente dai valori nazionali:
- 58% del valore deriva dalle produzioni animali,
mentre a livello italiano prevalgono le produzioni vegetali; - Il comparto più rilevante è quello delle carni (30%);
- Tra i singoli prodotti spicca il latte bovino, voce trainante del sistema regionale.
Un’agricoltura intensiva, specializzata e irrigua
Nonostante la Lombardia rappresenti solo il 7,6% della superficie agricola nazionale, genera quasi il doppio del valore (14,6%) rispetto alla sua estensione.
Questo risultato deriva da:
- alta produttività delle colture erbacee, supportata da un’ampia disponibilità di acqua grazie alla sua rete irrigua;
- forte presenza degli allevamenti, in particolare nel settore del latte e delle carni suine;
- dinamismo del sistema dei mezzi tecnici, con la Lombardia primo mercato nazionale per i consumi intermedi utilizzati negli allevamenti (mangimi, veterinaria, assistenza tecnica).
Le dinamiche produttive di lungo periodo
Le serie storiche mostrano andamenti differenti tra produzioni vegetali e animali:
- le produzioni vegetali sono più soggette a oscillazioni legate a clima e mercati;
- le produzioni animali presentano andamenti più stabili e lineari.
A livello nazionale le produzioni vegetali sono diminuite mentre in Lombardia sono rimaste complessivamente stabili.
Il sistema delle imprese

Negli ultimi anni si osservano trasformazioni rilevanti. Le imprese agricole sono diminuite del 20% e gli addetti del 17%, mentre le imprese dei settori alimentari e bevande sono cresciute circa del 5% tra 2009 e 2017 per poi ridursi del 5% tra 2017 e 2023. Gli addetti dell’industria alimentare sono aumentati di un +7% nell’ultimo decennio
Il sistema evolve verso strutture più grandi, organizzate e specializzate, con un progressivo consolidamento.
Superfici e colture: un quadro stabile con alcune tendenze chiare
Nell’ultimo quinquennio la superficie agricola utilizzata è rimasta complessivamente stabile. Tuttavia emergono alcune variazioni:
- cereali: complessivamente stabili, con aumento dei vernini e calo continuo del mais;
- riso: andamento problematico;
- oleaginose e ortaggi: in crescita;
- erbai: in aumento, con stabilità del mais ceroso;
- prati avvicendati: in diminuzione;
- foraggere permanenti: in progressivo calo;
- vite e fruttiferi: superfici in diminuzione.
L’andamento dei terreni a riposo è variabile, influenzato dalle norme della PAC.
Allevamenti: meno aziende, più dimensione e produttività
Nel 2024 le produzioni animali hanno visto un incremento significativo, anche se complessivamente si è riscontrato un calo nel numero di allevamenti, concentrazione dei capi allevati in un numero inferiore di allevamenti, fatta eccezione per gli ovi-caprini: aumentano le dimensioni delle aziende del latte e le rese produttive che raggiungono posizioni di eccellenza.
Fonti: https://www.unioncamerelombardia.it/dati/andamento-economico/agricoltura
Istat: https://esploradati.istat.it/databrowser/#/
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