Al suo nono anno di attività, l’osservatorio Smart AgriFood è un punto di riferimento per capire lo stato di diffusione dell’innovazione digitale nel settore agroalimentare.

L’evento di presentazione dei dati 2025 si è svolto il 25 febbraio 2026 al Campus Bovisa del Politecnico di Milano: ricerca applicata, analisi delle tendenze e confronto tra imprese, istituzioni, tecnologi e mondo della produzione primaria. ERSAF ha seguito la giornata densa di contenuti significativi per il mondo dell’Agricoltura 4.0.

Agricoltura e innovazioni digitali: un mercato che cresce, un’adozione che ristagna

La Ricerca Smart AgriFood 2025 mostra segnali positivi sul piano del mercato: il valore degli investimenti in Agricoltura 4.0 in Italia torna a crescere raggiungendo i 2,5 miliardi di euro (+9%). A trainare la ripresa sono i software gestionali avanzati (FMIS), i sistemi di supporto decisionale (DSS) e la sensoristica connessa.

Cresce anche l’offerta tecnologica: 1.200 soluzioni sviluppate da oltre 400 provider, a indicare un panorama sempre più articolato e competitivo.

Ma sul fronte dell’adozione, la situazione rimane molto simile a quella dell’anno passato:

  • il 58% delle aziende agricole tutt’ora non utilizza  soluzioni 4.0,
  • il 10% della SAU italiana è gestita con tecnologie digitali,
  • la maturità digitale complessiva resta stagnante (solo il 9% delle aziende può definirsi “matura”).

In altre parole, chi era già digitalizzato continua a investire, mentre molti altri rimangono ai margini.

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Evoluzione del mercato Italiano di Agricoltura 4.0 in mln di Euro. Fonte: Osservatorio Agri SmartFood

Opportunità di miglioramento: sviluppo della conoscenza, miglioramento della interoperabilità, accrescimento dell’interoperabilità

Secondo l’Osservatorio, a frenare la transizione digitale sono soprattutto aspetti culturali e organizzativi:

  • 33% delle aziende non conosce le soluzioni disponibili
  • 31% segnala mancanza di competenze interne
  • 33% cita problemi di interoperabilità (ossia difficoltà nel far dialogare software e macchine differenti)
  • solo il 21% investirebbe senza incentivi, segnalando una forte dipendenza dalle misure di sostegno pubbliche.

Il dato più rilevante riguarda la formazione: 7 agricoltori su 10 non hanno partecipato a nessuna attività formativa sulle tematiche digitali e 6 su 10 dichiarano che non lo faranno nemmeno nei prossimi tre anni. Una dinamica che rischia di rallentare l’intero settore, soprattutto in un contesto caratterizzato da eventi climatici estremi, volatilità dei mercati e crescente attenzione alla sostenibilità.

Formazione: il vero snodo per accelerare la transizione digitale

Durante il convegno è stata richiamata l’urgenza di investire nella formazione tecnica e digitale, evidenziandone l’importanza delle attività “abilitanti” nella trasformazione tecnologica.

Il contributo delle Regioni e dei servizi tecnici

Interventi come quello di Federico Spanna, Responsabile Sezione di Agrometeorologia, Regione Piemonte, hanno ricordato quanto sia strategico affiancare agli strumenti digitali, percorsi di formazione che forniscano gli strumenti di interpretazione corretta. Come ha sottolineato il dott. Spanna: “i modelli non sono bacchette magiche: servono competenze per leggerli, adattarli e farli diventare strumenti realmente utili alle aziende”.

Il ruolo delle organizzazioni professionali

Le organizzazioni agricole hanno rilanciato la necessità di colmare il divario anagrafico e culturale del settore:

  • Confagricoltura ha ricordato che molte aziende faticano a gestire i dati e necessitano di tutoraggio digitale.
  • Cia (Associazione Agricoltori) ha evidenziato che solo 1/3 del territorio rurale è raggiunto dalla banda larga e che il ricambio generazionale è insufficiente alle sfide che il settore affronterà nei prossimi anni.
  • Coldiretti ha presentato il “Polo Innovazione Agricoltura Digitale”, una rete. composta da giovani facilitatori e da una software house interna capace di restituire agli agricoltori i propri dati rielaborati e rafforzare il tema della “sovranità digitale”.

Tutti concordano: senza investire in competenze, anche le tecnologie migliori rischiano di rimanere inutilizzate.

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Intelligenza Artificiale e carbon farming sono le due opportunità crescenti

Nel 2025 i progetti di IA nell’agroalimentare sono più che raddoppiati nel mondo, fra di essi: il monitoraggio delle colture tramite visione artificiale, sistemi di supporto alle decisioni (DSS) in vigneto, per l’ottimizzazione irrigua, per il miglioramento della qualità dei prodotti nelle fasi di trasformazione.

Carbon farming

Sono stati censiti da parte dell’Osservatorio 33,2 milioni di crediti di carbonio generati e 19,2 milioni venduti sui mercati volontari. Le soluzioni digitali sono fondamentali per monitorare i processi, certificare i crediti e rendere scalabili i modelli di business.

Lavorare insieme per una cultura del dato

Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda tra le principali organizzazioni di filiera da cui è emerso che la trasformazione digitale può diventare una leva sistemica per sostenibilità, competitività e qualità delle filiere agroalimentari italiane.

Per farlo servono tre azioni congiunte:

  1. Formazione capillare e continua, per agricoltori, tecnici e giovani che si approcciano al settore.
  2. Semplificazione amministrativa, valorizzando la condivisione dei dati e riducendo il carico burocratico.
  3. Evitare una “doppia velocità” tra aziende piccole e grandi.

ERSAF è particolarmente impegnata nella diffusione delle innovazioni e nella formazione dei consulenti per accompagnare l’adozione delle nuove tecnologie e delle conoscenze. Qui si inserisce una fra le iniziative più importanti: AKIS (Agricultural Knowledge Innovationa System) che vi invitiamo ad approfondire (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE).

La ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood – CLICCA QUI