Il workshop annuale del Living Lab SHARE, parte della rete europea dei Living Lab del progetto LILAS4SOILS, dedicato al tema strategico del Carbon Farming si è svolto il 25 febbraio 2026, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra ricercatori, agricoltori, tecnici, decisori pubblici e rappresentanti del settore agro‑alimentare, con l’obiettivo di analizzare opportunità, barriere e prospettive di sviluppo di questo approccio innovativo alla gestione sostenibile del suolo.
ERSAF ha partecipato come partner di LILAS4SOILS e come stakeholder attivo nella definizione di politiche e strumenti per la valorizzazione del suolo agricolo lombardo, affiancando Confagricoltura Veneto e UNICATT (Università Cattolica di Piacenza), Living Lab Leader.
Una panoramica sul quadro normativo europeo
Ad aprire i lavori è stata Valeria Forlin, della DG Clima della Commissione Europea, che ha illustrato il contesto normativo attuale e l’evoluzione delle politiche comunitarie dedicate allo stoccaggio del carbonio nel suolo. La crescente attenzione verso pratiche agricole in grado di catturare e trattenere carbonio atmosferico, come l’agricoltura conservativa, l’uso di cover crops o la gestione efficiente della sostanza organica, rappresenta un tassello fondamentale nella transizione ecologica.
Come funziona un progetto di Carbon Farming
A seguire, Andrea Ferrarini (Università Cattolica) ha presentato gli elementi tecnici che compongono un progetto di Carbon Farming, spiegando al pubblico non specialistico i passaggi chiave:
- la necessità di personale tecnico qualificato,
- l’importanza di strumentazione e modellistica affidabile per stimare lo stoccaggio,
- il ruolo della certificazione,
- e soprattutto il coinvolgimento attivo delle aziende agricole.
Questi fattori concorrono a costruire un sistema solido, credibile e trasparente, capace di generare benefici ambientali, ma anche potenziali ricadute economiche per gli agricoltori.
Risultati preliminari e discussione tra stakeholder
Prima del confronto aperto, Nicolaj Franceschi (UNICATT) ha illustrato i risultati dei questionari sottoposti agli stakeholder nel novembre 2025, offrendo una fotografia delle percezioni, aspettative e criticità rilevate lungo le principali filiere agro‑alimentari.
Durante la prima sessione di discussione sono emersi diversi aspetti centrali:
- la necessità di metodi robusti e condivisi per la misurazione dello stoccaggio di carbonio,
- l’interesse verso lo sviluppo di un mercato dei crediti di carbonio credibile e duraturo.
Grazie alla presenza di tutte le tipologie di stakeholder (ricerca, autorità, agricoltori, tecnici, agroindustria…) è stato possibile affrontare la tematica del carbon farming da diverse prospettive, con un proficuo scambio di idee che ha consentito di ipotizzare possibili soluzioni e di dialogare per aumentare l’implementazione del carbon farming in agricoltura.

Esperienze pratiche e testimonianze dal campo
Nel pomeriggio è stata organizzata una seconda sessione di confronto, con un taglio ancora più pratico, incentrata sulle tecniche agricole e le esperienze dirette nei campi prova delle aziende agricole facenti parte del Living lab; hanno partecipato sia agricoltori che utilizzano pratiche di carbon farming da molti anni sia agricoltori che hanno inserito nel proprio piano colturale tali pratiche solo da pochi anni/mesi, il che è stato utile come momento di confronto, insieme a tecnici quali agronomi e periti agrari, per capire come adattare le agrotecniche in vari contesti aziendali per migliorare le possibilità di successo di questa pratica.
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Nell’immagine: Trifoglio Incarnato, foraggera adatta per rotazioni e a essere usata come cover-crop

