Dopo dieci anni, il Congresso AAPI, uno degli appuntamenti più importanti per l’apicoltura produttiva nazionale, è tornato in Lombardia. Aspettative, visioni future e il contributo di ERSAF
Annate difficili a causa dei cambiamenti climatici, una situazione di mercato caratterizzata dall’aumento di costi di produzione e la necessità di fare rete unendo le forze, per trovare “nuove vie di resilienza”. Sono solo alcuni dei punti di confronto emersi nel Congresso AAPI – l’Associazione Apicoltori Professionisti Italiani – che nella ricorrenza della sua 39° edizione è tornato in Lombardia, nell’ottica di offrire strumenti concreti e chiavi di lettura utili per affrontare le sfide attuali.
Nelle quattro giornate del congresso, ospitato a Varese, oltre alle visite sul territorio sono stati molteplici gli spunti di approfondimento, e su diversi livelli interrelati tra loro: dalla regolazione nettarifera delle piante nel nuovo contesto climatico, alle minacce rappresentate dall’espansione di Vespa Velutina e Vespa Orientalis. E ancora la “Legislazione europea e nazionale a supporto della filiera apistica” e gli interventi sulla selezione genetica, sulla gestione delle fioriture, sulla qualità del miele e sulle nuove tecniche utilizzabili in apiario e in mieleria.
Sempre nel convegno – aperto dai saluti dei presidenti di Aapi e Unaapi, e da quelli di Larissa Meani di Apilombardia – i primi argomenti trattati hanno riguardato i flussi di nettare, con una relazione sulle migliori varietà di girasoli nettariferi a cura dei ricercatori dell’Università di Bologna, seguita da un intervento sul monitoraggio a distanza delle secrezioni nettarifere tramite sensori, tenuto da tecnici di Aspromiele. Sulla qualità del miele, e sul problema dell’umidità, è intervenuto il ricercatore Daniele Besomi, a cui è seguito un report sulle tecniche di deumidificazione innovative a cura di Apas Campania. Riguardo le tecniche di allevamento, Unaapi ha presentato i risultati di tre anni di sperimentazione sull’uso della nutrizione proteica, mentre per le modalità di tutela del prodotto sono state analizzate le proposte presentate a livello europeo da Copa Cogeca: e ancora gli interventi dei soci Aissa, l’Associazione Italiana per la Selezione e la Salvaguardia di Apis mellifera, e dell’Inra, l’Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica francese.
In questo quadro complesso, la dirigente della Struttura Filiere Agro Alimentari afferente al Dipartimento Agricoltura di ERSAF Uta Biino, ha presentato i primi dati del “Progetto sperimentale ERSAF – Associazioni Apistiche, per il monitoraggio dei pollini in siti rappresentativi dei sistemi produttivi lombardi”, realizzato in collaborazione con Apilombardia e l’Associazione Apicoltori Lombardi: si tratta di dati ottenuti da 7 stazioni di raccolta del polline in apiari sparsi per la Regione Lombardia – nel corso del 2024 – rappresentativi di diversi sistemi agro colturali quali seminativi, foraggero-zootecnici, frutticoli e viticoli. Un sistema di trappole ha trattenuto settimanalmente il polline raccolto dalle api che, tramite analisi chimiche e botaniche, ha permesso di risalire ai generi botanici preferiti nei vari periodi della stagione, valutando se il polline contenga residui di fitofarmaci nel polline raccolto.
Una prospettiva di studio originale, legata a uno specifico territorio – con un pregresso di dati raccolti nel 2021, 2022 e 2023 (a breve disponibili sul nostro sito, assieme al Rapporto 2024) – e con una valenza pratica: sia per gli agricoltori nella gestione delle aree incolte, che per le amministrazioni pubbliche nella creazione di aree verdi, con lo scopo di favorire la presenza di piante ornamentali predilette dalle api e dagli impollinatori in genere.
