Sabato 25 novembre, all’interno di Sondrio Festival, si racconta l’esperienza dell’Orto botanico d’altura a Sant’Antonio di Caspoggio, tra ortoterapia e spazi di benessere
È un museo a cielo aperto, e le piante sono la sua ricchezza: siamo a Sant’Antonio di Caspoggio, in Valmalenco (SO), ed è qui che lo scorso luglio ha aperto l’orto botanico d’altura dedicato a Erminio Dioli (nella foto), straordinaria figura di artista a tutto tondo nato proprio a Caspoggio, di cui nel 2024 ricorreranno i 60 anni dalla scomparsa.

L’orto d’altura è il frutto concreto di un’indagine etnobotanica condotta in Valmalenco tra il 2019 e il 2022 all’interno del Programma Italia Svizzera Interreg B-ICE&Heritage – grazie al lavoro di un gruppo di persone che hanno messo in comune competenze, esperienza e passione, per costruire uno spazio che potesse unire l’amore per la montagna, la bellezza dei luoghi e la ricerca scientifica – e ospita specie vegetali strettamente legate al territorio e alle sue tradizioni.
L’orto ospita sessanta specie suddivise in otto aiuole tematiche, dedicate ai settori d’uso più citati emersi dall’indagine etnobotanica: bellezza, medicina tradizionale, cura degli animali, tradizione culinaria malenca, giochi antichi, cosmesi, produzione di manufatti, edilizia e un’aiuola rituale scaramantica.
E sarà proprio l’orto botanico d’altura al centro dell’incontro in programma sabato 25 novembre all’interno di Sondrio Festival: l’appuntamento è per le 10 nella Sala Pedretti del Teatro Sociale, e il tema proposto – “In relazione con la Natura: Orti e giardini del benessere. L’Esperienza dell’Orto Botanico d’Altura E. Dioli “ – vedrà come relatori l’ortoterapeuta Margherita Volpini e Italo Buzzetti di ERSAF.
Margherita Volpini illustrerà come la relazione con la natura possa portare a persone di ogni età e condizione, benefici a livello psicologico, emotivo, relazione e fisico – in linea con l’ottica di inclusività per cui questo progetto è nato, con una partecipazione attiva tra laboratori e attività guidate, e una “passiva” di contemplazione – mentre Italo Buzzetti illustrerà come una progettazione degli spazi consapevole e attenta, come quella eseguita dalla sede ERSAF di Morbegno nella creazione di questo angolo di bellezza – sia fondamentale per rendere la natura accessibile, garantendone a tutti la piena fruizione.
