Qual è oggi la percezione del benessere animale da parte di chi opera quotidianamente nel settore zootecnico? Quali pratiche vengono adottate negli allevamenti e quali sono le principali difficoltà e trasformazioni che stanno interessando il comparto?

Per contribuire a rispondere a queste domande, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con ERSAF, promuove una ricerca dedicata a “Percezioni, atteggiamenti e pratiche verso il benessere animale: un’indagine psico-sociale su allevatori e consumatori”, nell’ambito delle attività del LivingLab Benessere Animale previste dall’intervento AKIS SRH02 – Formazione dei consulenti.

L’indagine, svolta attraverso un sondaggio e coordinata dal centro di ricerca della Cattolica EngageMinds HUB, si propone di approfondire il modo in cui viene interpretato il tema del benessere animale e le trasformazioni che stanno interessando il settore. Oltre a un panel di cittadini rappresentativo della popolazione italiana, un’attenzione particolare è rivolta alle esperienze e alle opinioni di chi opera direttamente negli allevamenti, chiamato a confrontarsi quotidianamente con le pratiche gestionali, le esigenze degli animali e le sfide poste dall’evoluzione del comparto.

 

Allevamento, benessere animale e sfide economiche sotto la lente

La ricerca, di natura psico-sociale, prende in considerazione tre ambiti strettamente collegati: le pratiche di allevamento, intese come l’insieme delle tecniche gestionali applicate agli animali da produzione; il benessere animale, considerato nella sua dimensione fisica e comportamentale; le principali sfide economiche, ambientali e sociali che interessano oggi la zootecnia.

L’indagine non nasce però con l’obiettivo di valutare dall’esterno le pratiche di allevamento, né di formulare un giudizio sulle modalità con cui gli allevatori gestiscono quotidianamente i propri animali. Al contrario, intende restituire il punto di vista di chi vive direttamente il tema del benessere animale, mettendo in luce ciò che funziona, ma anche gli aspetti che possono rendere più complessa la gestione quotidiana: dalle normative ai costi, dal passaggio generazionale agli effetti del cambiamento climatico.

Un ulteriore elemento di interesse riguarda il rapporto tra il mondo dell’allevamento e la percezione del consumatore. In un dibattito pubblico sul benessere animale nel quale trova spesso ampio spazio il punto di vista dei cittadini, la ricerca vuole contribuire a far emergere anche la prospettiva di chi opera quotidianamente negli allevamenti, offrendo così un quadro più articolato del tema.

Per questo motivo è importante la partecipazione degli allevatori e, più in generale, degli altri stakeholder della filiera zootecnica, la cui esperienza può offrire un contributo importante alla costruzione di un quadro aggiornato sulle dinamiche del sistema produttivo.

 

Un questionario per dare voce a chi opera nel settore

La partecipazione al sondaggio prevede la compilazione di un questionario online anonimo, della durata indicativa di circa 20 minuti. Partecipare è ovviamente su base volontaria, ma le informazioni raccolte saranno utili a descrivere in maniera strutturata e aggiornata le dinamiche del settore e a fornire elementi per future attività di analisi e intervento.

La ricerca rappresenta quindi un’opportunità per far emergere direttamente il punto di vista di chi vive dall’interno le trasformazioni della zootecnia italiana e contribuisce ogni giorno a definire pratiche, scelte gestionali e prospettive del settore. I risultati potranno inoltre contribuire a portare la voce degli allevatori nel più ampio dibattito pubblico sul benessere animale, affiancandola a quella dei consumatori e degli altri attori della filiera.

Di seguito, link e Qr Code per accedere al questionario:
https://unicatt.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_af2S2LKNhAYPPCK