ERSAF e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (DISAT) hanno avviato dal 2022 una collaborazione scientifica finalizzata ad approfondire la relazione tra i tempi di rinnovamento delle falde acquifere e le voci di ricarica idrica, con particolare riferimento alla contaminazione da nitrati nelle acque sotterranee lombarde.
La conoscenza del funzionamento del sistema idrogeologico consente di stimare la risposta delle falde acquifere alle azioni di mitigazione già attuate o da attuare, fornendo a Regione Lombardia basi scientifiche utili a una gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee. Il tema è di particolare rilievo per le politiche agricole e ambientali seguite da ERSAF, anche nell’ambito delle attività del Dipartimento Agricoltura orientate alla tutela quantitativa e qualitativa della risorsa acqua.
Lo studio si concentra sugli acquiferi alluvionali della Pianura Padana, che evolvono da un acquifero superficiale non confinato nell’alta pianura a un sistema multistrato confinato e artesiano nella bassa pianura. La ricerca ha riguardato le aree di alta e media pianura lombarda, principali zone di ricarica, caratterizzate da condizioni ossidanti che rendono le falde più vulnerabili alla presenza di nitrati.
Una componente centrale dell’analisi è rappresentata dal ruolo dell’irrigazione a scorrimento, pratica diffusa nelle aree agricole e caratterizzata da una bassa efficienza idrica, che determina significative perdite verso la falda favorendo da un lato la lisciviazione e dall’altro la ricarica idrica. Per valutare l’età falde acquifere e le modalità di ricarica sono state effettuate due campagne di campionamento nel 2022 su 60 pozzi della rete ARPA Lombardia, con analisi isotopiche e idrochimiche.
I risultati indicano che nelle aree irrigate l’eccesso idrico contribuisce tra il 50% e il 75% della ricarica totale, introducendo acque “giovani” che riducono l’età media della falda a circa 35 anni, rispetto ai 50 anni osservati nelle aree non irrigate. Questi tempi evidenziano come gli effetti delle misure di mitigazione siano osservabili solo su orizzonti temporali di almeno 15–20 anni, rafforzando l’importanza di strategie agronomiche e gestionali di lungo periodo.
Questo studio evidenzia quanto la conoscenza approfondita del funzionamento del sistema acquifero possa rappresentare un valido supporto alla pianificazione degli interventi orientati verso gestioni aziendali e pratiche agronomiche progressivamente più sostenibili.
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