Lunedì 26 maggio a Chiuro (SO) si terrà l’incontro di presentazione del progetto SMARTBIOVAL: per lo sviluppo smart dell’agricoltura biologica in Valtellina e Valposchiavo

Valtellina e Valposchiavo, Italia e Svizzera. Due aree che condividono un territorio molto simile dal punto di vista geografico e idrografico oltre che nella morfologia delle valli, senza dimenticare i legami storici, culturali e socioeconomici che nel corso del tempo non sono mai venuti meno.

Una prossimità condivisa che richiede però un nuovo e diverso approccio, grazie a una tecnologia di ultima generazione che possa assieme rilanciare, potenziare e ammodernare il ruolo degli agricoltori biologici di montagna, coinvolgendo gli agricoltori di giovane età più propensi a recepire, applicare e implementare le nuove tecnologie disponibili.

Questo è il cuore del progetto Interreg SMARTBIOVAL – di cui è capofila la Comunità Montana Valtellina di Sondrio – che verrà presentato lunedì 26 maggio a Chiuro, nella sede del Distretto Biologico della Valtellina (ore 11-13, via Roma 10-12): un progetto della durata di 30 mesi rivolto all’intera filiera agroalimentare biologica, che punta a un reale ammodernamento delle aziende agricole basandosi su una formazione tecnologica e digitale di base per tutti gli operatori coinvolti. Un processo e un’esigenza transfrontaliera che coinvolgerà le aziende agricole italiane e svizzere, investendo l’intero processo produttivo: dalla semina alla raccolta e valorizzazione degli scarti, fino alla trasformazione e alla distribuzione dei prodotti agricoli.

Con l’obiettivo è di rendere l’intero sistema agricolo biologico di montagna più efficiente, sostenibile e competitivo.

Maggiore efficienza nella gestione delle risorse: grazie ad esempio all’uso di sensori, droni e robot. L’agricoltura 4.0 consente una gestione più efficiente delle risorse, come l’acqua, i fertilizzanti e i pesticidi. Ciò significa che le risorse possono essere utilizzate in modo più mirato, riducendo gli sprechi e migliorando la resa delle colture.

Maggiore produttività: l’agricoltura 4.0 consente una maggiore produttività grazie all’automatizzazione di alcune attività, come la semina, la raccolta e la gestione del bestiame. In una sintesi, maggiori rese con meno sforzo.

Maggiore sostenibilità: grazie all’uso di tecnologie digitali, l’agricoltura 4.0 può contribuire a ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura, ad esempio attraverso la riduzione degli sprechi, la gestione più efficiente delle risorse e l’utilizzo di tecniche agricole più sostenibili.

Migliore qualità dei prodotti: l’agricoltura 4.0 consente di monitorare in modo più preciso la salute delle colture e del bestiame, garantendo così una migliore qualità dei prodotti agricoli.

Maggiori opportunità di mercato: grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, l’agricoltura 4.0 consente di accedere a nuovi mercati e di creare nuove opportunità di business, ad esempio attraverso la vendita diretta online o la produzione di alimenti biologici.

Una concreta mitigazione e adattamento al cambiamento climatico e la valorizzazione dei servizi ecosistemici dell’agricoltura biologica.

Lo stimolo alla conversione di aree agricole convenzionali verso il metodo biologico e lo stimolo verso l’imprenditoria giovanile e femminile.

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