La valutazione dell’attitudine alla viticoltura nell’Oltrepò Pavese è stata oggetto del contributo presentato da ERSAF al XXVIII Convegno Nazionale di Agrometeorologia (AIAM), uno dei principali appuntamenti scientifici italiani dedicati al rapporto tra meteorologia, clima e agricoltura.

La partecipazione di ERSAF si inserisce nel quadro delle attività del Dipartimento Agricoltura orientate a integrazione dei dati territoriali, supporto alle decisioni e adattamento ai cambiamenti climatici, temi centrali anche nel dibattito nazionale sull’innovazione del settore agricolo.

Il convegno AIAM 2026

Convegno AIAM 2026Il convegno, ospitato a Firenze dal 17 al 19 giugno 2026, ha riunito comunità scientifica, enti di ricerca e istituzioni, articolandosi in tre giornate di lavoro, quest’anno con il titolo: L’agrometeorologia per la transizione sostenibile.

Il programma era organizzato in 3 sessioni:

  • innovazione e tecnologie emergenti, con focus sull’intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio avanzato;
  • resilienza climatica nei sistemi agricoli e urbani, con attenzione a fenologia, gestione del suolo e servizi ecosistemici;
  • agrometeorologia applicata, con contributi su irrigazione, gestione dello stress idrico e supporto alle decisioni.

Le sessioni tematiche sono state affiancate da momenti di confronto scientifico, discussione e una sessione poster, nella quale sono stati presentati studi applicativi e risultati di ricerca recenti.

Il contributo ERSAF

All’interno della sessione poster, una decina circa, ERSAF ha presentato il lavoro dal titolo “Valutazione dell’attitudine alla viticoltura nell’Oltrepò Pavese: integrazione di analisi multiscala in diversi scenari climatici”, a cui ha contribuito alla realizzazione l’agrometeorologo Lorenzo Craveri. (Clicca qui: Poster AIAM 2026_FA_LC)

Il poster si inserisce nel progetto NODES – Flagship Project VINO, finanziato dal PNRR, che promuove l’innovazione sostenibile nel settore vitivinicolo attraverso strumenti digitali e analisi avanzate.

Lo studio propone un approccio multicriterio e multiscala, basato sull’integrazione di:

  • indicatori bioclimatici (tra cui indice di Huglin, Cool Night Index, giorni senza gelo);
  • dati pedologici derivati dalla cartografia dei suoli regionali;
  • fattori topografici.

L’elaborazione, sviluppata tramite GIS e modelli decisionali (MCDM), consente di costruire mappe di idoneità viticola riferite sia alle condizioni climatiche attuali sia a scenari futuri (RCP 4.5 e RCP 8.5).

Idoneita condizioni clima poster aiam
Idoneità Totale nelle attuali condizioni climatiche (1991-2020)

I risultati evidenziano una prevalenza della classe moderatamente idonea (S3), che interessa oltre il 75% del territorio, mentre una quota più limitata rientra nella classe idonea (S2). Questa distribuzione indica condizioni spesso sub-ottimali, ma comunque compatibili con la viticoltura, a condizione di adottare strategie agronomiche mirate e adattamenti sito-specifici, soprattutto in relazione ai trend climatici in atto. Ricordiamo che, al netto o delle condizioni favorevoli o potenzialmente limitanti, la vite è una coltura altamente tollerante ed adattabile.

Al lavoro, realizzato da ERSAF, dall’Università di Pavia e dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) hanno contribuito Uta Biino, Federico Amari, Vanna Sale Maria, Eliana Tonelli, Lorenzo Craveri, Valentina Mereu, Antonio Trabucco, Marta Debolini, Serena Marras, Emanuela Serra, Donatella Spano, Massimiliano Bordoni, Amin Ghezava Nezhad, Claudia Meisina.

Rappresenta un esempio di applicazione dell’agrometeorologia a supporto della pianificazione territoriale e della gestione sostenibile del vigneto, contribuendo al rafforzamento dell’AKIS.

Spunti dal convegno: il punto di vista ERSAF

Nel corso dei lavori, diversi contributi hanno evidenziato elementi di particolare interesse in linea con le attività di ERSAF.

Si è parlato delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), note a livello europeo come Nuove Tecniche Genomiche (NGT), ovvero metodologia di miglioramento genetico che vanno ad agire sul DNA delle piante in modo mirato. L’obiettivo di solito e accelerare alcuni processi di selezione per ottenere varietà più resistenti e produttive senza però introdurre geni estranei.

Abbiamo assistito a una serie di interventi di contenuti fortemente tecnico da parte della ricerca universitaria. Modelli e teorie non immediatamente applicabili alla realtà agricola ma certamente importanti, in queste sessioni, osservare il ruolo della ricerca.

Di carattere molto più aderente alla realtà sui campi sono stati i contributi di altri servizi ed enti dalle varie regioni italiane. I topic sono andati dalle innovazioni sul Bollettino, alle attività legate ai bilanci idrici, ai consigli sull’irrigazione financo alle modellizzazioni delle malattie funginee o delle sviluppo di insetti.

Ovviamente, tema sempre più trasversale a qualsiasi contesto, si è parlato anche dell’impiego dell’intelligenza artificiale per la stima di parametri agrometeorologici e il supporto alle decisioni irrigue.

 

Questi temi confermano il ruolo crescente dell’agrometeorologia come disciplina di raccordo tra dati climatici, gestione agronomica e innovazione tecnologica, in grado di supportare le aziende agricole nell’affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.

Per ERSAF, l’esperienza del convegno rafforza l’importanza di proseguire nello sviluppo di strumenti integrati di analisi territoriale e servizi informativi, a supporto della competitività e della sostenibilità del sistema agricolo lombardo.