Progetti

PROGETTO CANTINA “OLTRE RICCAGIOIA”

Produzione di vini e spumanti di alta qualità per la promozione della vitivinicoltura in Oltrepò Pavese, si tratta di un progetto sperimentale-promozionale con il quale ERSAF, con la vendemmia 2018, ha vinificato hl 80  di Pinot Nero DOCG metodo classico,  hl 15  di  rosso Oltrepò, hl 15 Pinot Nero vinificato in rosso, hl 4 di Moscato passito e hl 5 di bianco Oltrepò, al fine di arrivare a produrre e collocare, con scopo promozionale delle attitudini del territorio, circa 10.000 bottiglie di vino ottenuto dalla vinificazione  delle tipologie di uve succitate, partecipando alle principali manifestazioni del settore enologico  nazionali ed estere 

 

PROGETTO VECCHIE VARIETA’ DI UVA OLTREPO PAVESE

Il progetto consiste nella conservazione, recupero e divulgazione delle vecchie varietà di uva dell’Oltrepò Pavese e lombarde che, oltre all’indiscutibile valore di documento storico, è fondamentale per mantenere tutti quei caratteri di adattabilità che quei vitigni indubbiamente possedevano e che potrebbero essere valorizzati. A tal fine sono state raccolte e moltiplicate, presso vivaisti di fiducia, circa 300 varietà presenti nella collezione di Riccagioia che rischiavano di essere perse in seguito 

PROGETTO CONSERVAZIONE E RECUPERO DI VECCHIE VARIETA’ DI MELO E PERO IN  OLTREPO’ PAVESE

Il progetto si propone di avviare un' attività finalizzata al prelievo dalle piante di melo e pero presenti nella collezione, di materiale di moltiplicazione per produrre piantine da reimpiantare, in primo luogo, sullo stesso territorio oltrepadano da cui il genoma è stato così scrupolosamente recuperato, per riportare in coltivazione varietà ormai estinte e valorizzare in questo modo il patrimonio di biodiversità conservato a Riccagioia.

L’utilizzo delle piante nel tempo considerando il materiale a disposizione potrebbe interessare : 

- i comuni che si trovano lungo la pista ciclabile che va da Voghera a Codevilla, Retorbido, Rivanazzano, Salice Terme, Godiasco per creare aeree verdi dove le piante, etichettate, sarebbero sotto gli occhi di tutti quelli che nel tempo libero utilizzano la strada per passeggiate in famiglia o gite in bicicletta

- i comuni dell’Oltrepò Pavese e della provincia di Pavia per costituire aree verdi, viali, giardini orti o piccoli frutteti che possono essere visitabili nell’ambito di fiere e manifestazioni

- le scuole di qualsiasi livello della provincia di Pavia per costituire aree verdi

- gli agriturismi per creare viali o piccoli frutteti dove le piante siano ben visibili e dove  anche le produzioni possano entrare a far parte della filiera alimentare supportate da  opportune segnalazioni che la frutta consumata deriva  da varietà originarie della zona e salvate dall’estinzione 

 

Collezioni viticole e frutticole

I vigneti di Riccagioia che si estendono sui terreni dei comuni di Torrazza Coste e Montebello della Battaglia nel cuore dell’Oltrepò viticolo occidentale, ospitano una serie di collezioni che possono essere considerate un vanto non solo per il territorio pavese ma per l’intera regione Lombardia. 

Per collezioni si intendono un insieme di piante, varietà/cloni allestiti in impianti produttivi, anche se le loro finalità colturali non sono propriamente legate alla vendita delle uve ma alla conservazione  del patrimonio genetico e all’utilizzo di questo in programmi di studio, caratterizzazione enologica e selezione clonale.

Attualmente le collezioni storiche di Riccagioia sono:

 

impiantata nel 1996 su una superficie di 7500 mq. comprende 20 varietà, 5 cloni per varietà delle principali varietà nazionali

impiantata ne 1996 su una superficie di 12.700 mq comprende 634 varietà 5 piante per varietà delle principali varietà nazionali e internazionali

impiantata nel 1996 su una superficie di circa 4.000 mq comprende circa 60 vecchie varietà di vitigni provenienti dall’Oltrepò Pavese, Valtellina e Bresciano, varietà che come nel caso dell’Oltrepò Pavese sono state individuate , tra gli anni 80 e 90, tramite non pochi sacrifici da un tecnico dell’allora CIVIFRUCE nell’appennino ai confini con le tre province, Pavia, Piacenza, Genova in quei piccoli vigneti considerati quasi da affezione e coltivati da vecchi agricoltori che con la loro morte hanno portato quasi certamente alla scomparsa di questi piccoli vigneti e alla conseguente perdita di un inestimabile patrimonio genetico e storico; la costituzione di questa collezione ha permesso di salvare dall’estinzione le varietà attualmente allevate presso i vigneti di Riccagioia

impiantate nel 2009 con varietà autoctone  della zona a sud del Caucaso con lo scopo di valutare la potenzialità genetica, soprattutto per alcune varietà in merito alla resistenza verso alcune malattie fungine quale peronospora e alla tolleranza nei confronti dei giallumi quali la flavescenza dorata e in particolare verso il legno nero e quindi utilizzarle in unprogramma di miglioramento genetico 

impiantata nel 2005 su una superficie di circa 4.300 mq, rappresenta per il territorio un patrimonio unico, una banca di genomi per la maggior parte di piante estinte  custodite in campo e disponibili per progetti di studio e riproduzioni. Questa collezione recuperata da una precedente vecchia collezione impiantata negli anni 90 sempre a riccagioia, è il risultato di approfonditi studi realizzati in collaborazione con le Università di Milano e Piacenza e con esperti di vecchie varietà di frutta, che ha portatao nel 2004 grazie a un progetto finanziato dalla Regione Lombardia “conservazione erecupero di vecchie varietà di melo e pero in Oltrepò Pavese” si è arrivati alla classificazione di 64 varietà di melo e 41 di pero

anno di impianto 2004-2005-2006 su una superficie di circa 6 ha – scopo scientifico e didattico

 

anno impianto 2011 e 2012 su una superficie di circa 9.000 mq raccoglie l’assortimento clonale ci 23 varietà di uve aromatiche ritenute più interessanti a livello nazionale al fine di poterne valutare le potenzialità enologiche e produttive

 

 

 

 

 

 

 

 

anno di impianto 2007-2008 su una superficie di circa 20.000 mq . Il vigneto impiantato in collaborazione con il Consorzio vini DOC Oltrepò Pavese è nato con l’obiettivo di raccogliere in un unico campo l’assortimento clonale giudicato più interessante per la produzione di Pinot Nero da affinamento, per guidare la scelta dei viticoltori dell’Oltrepò e non, nella composizione  policlonale dei nuovi impianti attraverso la caratterizzazione produttiva e qualitativa in loco dei cloni e la valutazione delle relative potenzialità enologiche attraverso micro, meso vinificazioni e assemblaggi 

anno impianto 2014 su una superficie di 17.000 mq  comprende 2.000 piante provenienti da semenzali di cui 200 presunte varietà 10 piante per varietà, 150 piante provenienti da incroci e ibridi  5 piante per varietà. Lo scopo è quello di fare valutazioni agronomiche e genetiche sulle piante attualmente in collezione continuando inoltre tramite ulteriori incroci e ibridazioni la ricerca di nuove accessioni

anno impianto 2014 superficie 12.600 mq: confronto tra portainnesti tradizionali e di recente realizzazione  1003P, 110R, 157/11, 420A, SO4, 161-49, Kober 5bb, 101-14, M1, M2, M3 ( portainnesti sperimentali selezione DIPROVE), sulle risposte adattativi di due vitigni dello stesso clone , uno a bacca rossa Barbera AT 84 e uno a bacca bianca Chardonnay cl R8

anno impianto 2014 su una superficie ci circa 9.000 mq. La realizzazione del vigneto, con scopo didattico, scientifico e sperimentale, è avvenuto in stretta collaborazione con i Vivai Cooperativi di Rauscedo e Riccagioia SCPA tramite un accordo denominato “Accordo per il trasferimento di materiale” per la durata di 25 anni, in cui VCR ha fornito tutto il materiale 32 varietà 100 piante per varietà

anno impianto 2012-2013 su una superficie di circa 9.000 mq raccoglie le principali varietà di uve nazionali ed internazionali  da impiegare  nella vinificazione delle basi spumante

progetto consiste nella conservazione, recupero e divulgazione delle vecchie varietà di uva dell’Oltrepò Pavese e lombarde che, oltre all’indiscutibile valore di documento storico, è fondamentale per mantenere tutti quei caratteri di adattabilità che quei vitigni indubbiamente possedevano e che potrebbero essere valorizzati. ll vigneto in cui vengono conservate  si trova in condizioni vegetative e sanitarie sufficienti, il suo mantenimento risulta imprescindile al fine di garantire la conservazione di alcune varietà che altrimenti andrebbero irrimediabilmente perdute, sarebbe anzi opportuno procedere all’implementazione delle varietà presenti attraverso una nuova e ulteriore ricerca delle ultime vecchie varietà ancora  presenti nel territorio nelle aree montane dell’oltrepo Pavese ai confine con le tre province di Genova, Piacenza e Pavia, in quei piccoli vigneti considerati quasi da affezione e coltivati da vecchi agricoltori che, con la loro morte, porterebbero certamente alla scomparsa di questi piccoli vigneti e ad alla conseguente perdita di un inestimabile patrimonio genetico e storico .

vedi scheda progetto alla fine della pagina

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