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CamminaForeste in Lombardia

CamminaForeste in Lombardia è un lungo trekking di 750 km, suddiviso in 39 tappe oltre a due giri ad anello, che percorre il territorio regionale dalla pianura alla zona alpina, attraversando e unendo tra loro, attraverso i sentieri escursionistici esistenti, le Foreste demaniali di Regione Lombardia. Durante il cammino, l’escursionista ha modo di conoscere e apprezzare la varietà e la ricchezza del territorio, sia negli aspetti naturalistici e di biodiversità, come in quelli storici e artistici, ma anche nei produttori e prodotti locali e nell’accoglienza rivolta a un turismo sostenibile. Le tappe sono organizzate in nove sotto-trekking territoriali, percorribili autonomamente.

Filo conduttore sono le 20 Foreste di Lombardia territori di proprietà regionale e gestiti da ERSAF, che coprono 23.000 ettari di foreste e alpeggi distribuiti in sei province e un importante mosaico di ecosistemi naturali, abitati da una straordinaria varietà di fauna e flora; a queste si aggiungono 12 aree protette e riserve naturali.

Punto di partenza del trekking è la Riserva naturale dell’Isola Boschina, suggestiva isola lungo il fiume Po, a Ostiglia, nel mantovano. Il percorso raggiunge e attraversa (in battello) il lago di Garda e si snoda quindi in provincia di Brescia, scendendo in val Camonica e sul lago d’Iseo, in provincia di Bergamo e valicando due volte le Orobie in provincia di Sondrio; si scende sul lago di Como attraversando (oltre allo stesso lago) porzioni delle province di Como e Lecco e si termina sulla verdissima dorsale della Costa del Palio, alle falde del monte Resegone, cima lombarda per eccellenza. Vengono toccati importanti fiumi (Po, Mincio, Oglio, Adda…) e i principali laghi (Garda, Idro, Sebino, Lario). 

Nel sito tutte le informazioni per poter organizzare il proprio trekking. A inizio luglio sarà disponibile la guida al Cammina Foreste in Lombardia, edita da TerrediMezzo, per i dettagli operativi, tappa per tappa.

CamminaForeste in Lombardia

Si parte!

L’Isola Boschina è il nostro punto di partenza: la Foresta di Lombardia più meridionale, alla quota più bassa, la più piccola dopo la Foresta del Boron in alta Valtellina, che è la più settentrionale e alla quota media più elevata. Se la si guarda dall’alto sembra avere la forma di un chicco di riso, tradizionale coltivazione agricola di queste terre. Così la deve vedere il nibbio bruno, nidificante sull’isola, mentre sorvola il territorio a caccia di prede.

Rivolgiamo lo sguardo verso ovest dove il nostro cammino ci porterà dapprima lungo le rive del Po e poi quelle del Mincio fino alla neonata Foresta della Carpaneta, poi a Mantova e poi ancora verso il grande nucleo forestale isolato del Bosco Fontana per seguire infine il corso superiore del Mincio ed arrivare a Peschiera. Il nostro sguardo sul territorio sarà colpito dalle distese di aree di impronta rurale della ricca agricoltura lombarda, tra campi di mais, pioppeti, foraggere, riso e vigneti, in cui le presenze arboree sono limitate prevalentemente ai margini dei fiumi, alle ville padronali e ai limitati resti della vegetazione forestale di pianura fatta di piccoli boschetti e filari ad eccezioni dei citati Bosco Fontana e Foresta Carpaneta.

Attraversiamo il lago di Garda da Peschiera a Gargnano, sulla riva occidentale, e ci addentriamo nel territorio di quella che è la più grande delle Foreste di Lombardia, la Foresta Gardesana Occidentale.

E’ una Foresta ricca di ambienti diversi: il cammino ci guida dalle vegetazione submediterranea di lecci ed eriche, grazie agli influssi termici del lago, fino ai boschi di rovere e castagni più in alto, per arrivare alle formazioni estese di faggio ed ai piccoli nuclei residuali di abete rosso nelle aree più interne. Tutto è inframmezzato da coltivi di olivo, antiche limonaie, prati da fieno e poi praterie naturali nelle aree più elevate, in cui dominano le specie endemiche della flora e una ricca fauna di cervi, camosci ed uccelli rapaci come l’aquila.

Andiamo ora a nord ovest, verso le montagne della val Camonica che intravediamo in fondo. Attraversiamo prima i pendii prealpini posti oltre il lago d’Idro della Foresta Anfo-Val Caffaro, che ci porta a risalire da Bagolino verso la Foresta dell’Alpe Vaia e da qui, ormai in val Camonica, ad attraversare la ricca Foresta Val Grigna. Entriamo così nel regno delle grandi foreste alpine che da millenni hanno visto la presenza dell’uomo abitare in questi luoghi e diventarne il curatore. Attraversiamo anche qui boschi di castagno e rovere e poi estese abetaie di abete rosso alle quote più alte e sopra ancora, al limite dei pascoli, i lariceti, dalla chioma leggera che si veste d’oro nella stagione autunnale.

Dalla bassa val Camonica, dopo aver transitato nella Foresta della Valle del Freddo, risaliamo i dolci pendii delle Prealpi bergamasche al cospetto della regina delle Orobie, la Presolana, per addentrarci poi tra i magnifici boschi della Foresta Val di Scalve. Le cime che racchiudono la valle hanno un aspetto dolomitico e il paesaggio forestale prevalentemente costituito da boschi di conifere e da ampi pascoli ci mostra i segni di un territorio in cui le popolazioni hanno svolto con sapienza le antiche arti dell’allevamento e del taglio dei boschi.

Lasciata la Foresta Legnoli e il Passo del Vivione, risaliamo la splendida mulattiera che conduce al Passo del Gatto, la quota più elevata di tutto il percorso, che mette in comunicazione il versante scalvino con quello valtellinese.

Entriamo così in un grande scenario che vede esprimere nel giro di pochi chilometri la vegetazione mediterranea prossima al lago di Como con quella tipicamente alpina delle valli retiche e poi dell’alta valle. Siamo nella provincia con la maggior superficie a bosco e pascolo, dal caratteristico andamento est-ovest che rende il versante orobico più selvaggio e aspro e quello retico, pur spesso altrettanto impervio, ma rivolto al sole e quindi dalla lunga frequentazione umana. E’ proprio su questo versante che, scesi al fondovalle, seguiamo la famosa “Via dei terrazzamenti” che, in genere senza grandi dislivelli, percorre tutto il versante destro dell’Adda tra vigneti, boschi, prati, piccoli abitati. Il nostro cammino procede tra estesi boschi di castagni che sono il tratto distintivo del paesaggio forestale in questa area di media montagna, abitata e coltivata da tempo immemore, ma lo sguardo sul versante delle Orobie mette in luce la gradazione della vegetazione lungo lo sviluppo altitudinale fino alle macchie scure di conifere delle quote più elevate, che ritroviamo poi, insieme con la più bella faggeta della valle, percorrendo la Foresta della Val Masino.

Il cammino ci conduce ora ad attraversare la porzione più occidentale del versante orobico, toccando la Foresta della Val Lesina e la Foresta della Val Gerola. Superato l’orizzonte delle foreste di conifere e dei bassi arbusti, si entra nel regno delle praterie naturali, ricche di erbe e fiori multicolori. Sono, questi, gli spazi dove l’uomo da secoli esercita l’attività pascoliva, che lo ha poi portato ad aprire spazi per i prati ed altri pascoli anche a discapito delle formazioni forestali a quote più basse. E’ il regno degli alpeggi, dove il bestiame viene portato a vivere d’estate per utilizzare le risorse foraggere naturali, costituendo così un fondamentale tassello dell’economia agricola delle zone di montagna.

Riprendiamo il cammino e seguiamo quello che certamente, fin da epoche remote, era la via di collegamento tra gli alpeggi della Valtellina e quelli dell’alta valle Brembana. Le creste non erano confine ma spazio di incontro tra abitanti delle Terre Alte che condividevano la stessa vita, gli stessi usi e spesso lo stesso dialetto. Ci affacciamo così, attraverso il passo di Salmurano, sui pascoli della valle Brembana, dominando con uno sguardo una vasta corona di montagne ricoperte di boschi di conifere e da ampi pascoli.

Ci dirigiamo verso la Foresta Azzaredo-Casù e poi verso ovest sempre in quota fino ad arrivare alla Foresta Foppabona e poi ad attraversare la Valsassina, lungo percorsi panoramici. L’attenzione sarà però anche catturata da tratti di versanti e boschi toccati dai segni di alluvioni e frane antiche e recenti, dal passaggio di forti perturbazioni di acqua e vento, in qualche caso da segni di incendi e dai fenomeni di attacchi di bostrico. Siamo di fronte ai segni che i cambiamenti climatici stanno incidendo sul territorio con il passaggio dei cosiddetti “eventi estremi”, sempre più ricorrenti e sempre più violenti, che anche foreste di antica origine e di buona condizione di salute faticano a contenere. Ma il valore delle foreste come strumento di tutela del territorio è proprio sotto i nostri occhi.

Attraversato il lago di Como all’altezza di Menaggio, risaliamo il versante fino ad arrivare alla lontana ed isolata val Cavargna, prossima al confine con la Svizzera, e poi alla nascosta Foresta della Valsolda con una zona a protezione integrale fino ad arrivare alla Foresta della Valle Intelvi. Sono tutte aree che, pur prossime agli importanti flussi turistici del lago di Como, su cui spesso si hanno viste panoramiche mozzafiato, presentano ampie zone in via di abbandono colturale e quindi di rinaturalizzazione intensa. Qui i boschi stanno conquistando tutti i prati ed i pascoli non più utilizzati, cervi e caprioli stanno riproducendosi in modo intenso, è presente il primo branco di lupi della Lombardia. 

Il cammino volge al termine...

Siamo partiti dall’Isola Boschina nella pianura ad est e con un grande arco stiamo arrivando quasi al centro della regione. Tocchiamo la Foresta dei Corni di Canzo, la più vicina alle aree metropolitane, frequentata da migliaia di escursionisti piccoli e grandi che lì hanno imparato a camminare, ad avvicinarsi alla natura, a conoscere boschi e animali. Il cammino finisce così sui pascoli del Resegone da cui la vista può spaziare, nelle giornate luminose, fino a Milano e all’intera pianura e poi alle montagne dell’Appennino. Attraversiamo la Foresta del Resegone, splendide foreste di faggio dalla parte lecchese, ampi pascoli panoramici in quota, foreste di conifere da rimboschimenti ormai quasi centenari sul versante bergamasco.

Se guardiamo a ritroso, come in un volo d’ aquila, scorgiamo i tanti luoghi attraversati, le foreste incontrate, le persone che vi abitano e lavorano, gli incontri e le scoperte, la conoscenza di luoghi e soprattutto di relazioni.

Sono le Foreste di tutti: un bene prezioso, patrimonio comune, la cui integrità e conservazione sarà fondamentale ancora per noi e le generazioni future.

1. Dall’Isola Boschina al Lago di Garda

Da Ostiglia, seguendo prima il Po e poi il Mincio, arriviamo a Mantova, città dei Gonzaga Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, e poi risalendo ancora il Mincio nel suo tratto superiore giungiamo a Peschiera sul Garda, attraverso i Colli Morenici, territorio di ricchezze naturalistiche, paesaggistiche, culturali e storiche per le vicende che li hanno visti coinvolti nel Risorgimento italiano.

Il percorso attraversa territori di impronta rurale della ricca agricoltura lombarda, tra campi di mais, pioppeti, foraggere, riso e vigneti, all’interno del Parco del Mincio e dell’Ecomuseo della risaia, dei fiumi e del paesaggio rurale mantovano, con le sue strade dei vini e dei sapori mantovani.

E’ l’unico tratto in pianura del CamminaForeste: attraversiamo quindi paesaggi unici, tra campi, filari, boschetti, cascine, corsi d’acqua e testimonianze culturali grandi e piccole.

Le tappe

1A Isola Boschina – Governolo 

1B Governolo – Foresta della Carpaneta 

1C Foresta della Carpaneta – Marengo 

1D Marengo – Peschiera (+ Gargnano in motonave)

Le quattro tappe possono essere effettuate in bicicletta con la seguente articolazione:

1A Isola Boschina – Foresta della Carpaneta 

1B Foresta della Carpaneta – Peschiera del Garda 

2. La Foresta Gardesana Occidentale

Siamo nel Parco Alto Garda Bresciano, un parco istituito alla fine degli anni Ottanta per tutelare e promuovere la grande ricchezza di habitat e biodiversità presenti al suo interno. Attraverso foreste, borghi, aree naturalistiche uniche, strade e mulattiere risalenti alla Grande Guerra attraverseremo le aree boschive e i monti che separano la costa del Lago di Garda da quella del Lago d'Idro, in un ambiente che offre grandi spunti dal punto di vista naturale, architettonico, storico e culturale.

Le tappe

2A da Gargnano a Gardola di Tignale

2B da Gardola di Tignale a Cima Rest

2C da Cima Rest al rifugio Monte Stino  

2D dal rifugio Monte Stino a Ponte Caffaro  

3. Su e giù per la Val Camonica

Dal lago d’Idro al lago d’Iseo attraversando tre Foreste Regionali, alla scoperta delle Prealpi bresciane, forse poco conosciute ma certamente sorprendenti per la varietà di ambienti e la ricchezza di natura, storia e cultura. E’ richiesto un certo impegno per scavalcare montagne e risalire valli, ma ci si apriranno grandi orizzonti sempre diversi e inaspettati per la vastità degli spazi. Cammineremo attraverso alpeggi, una realtà in bilico tra passato e futuro, che in questi luoghi sono ancora vitali e capaci di rispondere alle nuove sfide che investono l’agricoltura di montagna

Le tappe

3A da Ponte Caffaro a Bagolino  

3B da Bagolino al rifugio Valdaione

3C dal rifugio Valdaione al rifugio Tironi a Rosello

3D dal rifugio Tironi a Lovere

4. Dal lago d’Iseo all’antica Repubblica di Scalve 

Una camminata a tratti tranquilla, a tratti un po' impegnativa, attraverso modesti rilievi montani dal lago d’Iseo ci porterà gradualmente nella valle di Scalve, nel cuore delle Prealpi Orobiche. Vedremo i singolari endemismi alpini della Valle del Freddo, godremo delle splendide panoramiche sulle cime delle montagne orobiche e camune; attraverseremo la Foresta Regionale Valle di Scalve e la Riserva del Giovetto con le sue formiche. Arriveremo infine a Schilpario, uno dei quattro comuni che costituivano l’antica Repubblica della Valle di Scalve. 

Le tappe

4A Da Lovere a Bossico

4B da Bossico al passo della Presolana

4C Dal passo della Presolana a Schilpario

4D Da Schilpario al passo del Vivione

4E Dal passo del Vivione al rifugio Cristina in Val Belviso

5. La Valtellina dei terrazzamenti

Un percorso molto suggestivo sviluppato tra vigneti terrazzati, piantagioni di grano saraceno, meleti, antichi mulini, incisioni rupestri, borghi storici e chiese secentesche. Itinerario estremamente vario, ricco di elementi naturalistici affiancati a luoghi caratteristici che raccontano le tradizioni del popolo valtellinese. Ci inoltreremo in boschi di latifoglie, alle quote inferiori, e di abeti rossi nell'orizzonte montano superiore, a cui succedono le praterie alpine. Potremo godere di panorami alpini indimenticabili con cime ben oltre i 3.000 metri di altitudine, all'interno di riserve naturali e foreste secolari.

Le tappe

5A dal rifugio Cristina in Belviso a Chiuro 

5B da Chiuro a Sondrio 

5C da Sondrio a Buglio in Monte 

5D da Buglio in Monte a Filorera 

escursione ad anello da Filorera all’Alpe Pioda 

escursione ad anello da Filorera in Val Masino 

5E da Filorera a Delebio 

6. Nel regno del Bitto

Biodiversità e costruzioni tipiche caratterizzano questo percorso, ad alto impatto naturalistico all'interno del Parco delle Orobie Valtellinesi, che vi regalerà senza dubbio emozionanti esperienze sensoriali. Rari sono gli insediamenti umani permanenti rispetto a maggenghi ed alpeggi. Lungo il sentiero troverete una fitta vegetazione con castagni, quindi faggeti e, salendo, abetaie e lariceti. Alle quote più elevate si intravedono i resti di strade militari, gallerie e trincee risalenti alla Grande Guerra. Si tratta sicuramente di uno dei tratti più selvaggi della bassa Valtellina. Notevole la presenza della fauna alpina tipica tra cui camosci, stambecchi, cervi, tetraonidi e rapaci.

Le tappe

6A da Delebio all’alpe Legnone

6B dall’alpe Legnone all’alpe Culino

6C dall’alpe Culino al rifugio Salmurano

7. Le Orobie dei Tre Signori 

Un percorso di montagna sul filo delle Orobie: i Tre Signori (il Ducato di Milano, la Serenissima, il Cantone dei Grigioni) danno il nome alla severa e aguzza montagna che ci sorveglia dall’alto dei suoi 2.554 metri. Si attraversa questa zona costellata di vette, rifugi, piccole dighe con azzurri specchi d’acqua percorrendo tratti di intriganti trekking, quali la Dorsale Orobica Lecchese e lo storico Sentiero del Viandante. Il percorso attraversa la Foresta Regionale Azzaredo Casù, provvista di malga, rifugio e bivacco e la più piccola Foresta Regionale Foppabona, fino a specchiarsi nel lago di Como. Da qui con i mezzi pubblici sarà possibile, se necessario, tornare al punto di partenza.      

Le tappe

7A dal rifugio Salmurano al rifugio Balicco

7B dal rifugio Balicco al rifugio Benigni

7C dal rifugio Benigni al rifugio Grassi

7D dal rifugio Grassi al rifugio Cainallo 

8. Il Lario occidentale 

Tra Lario e Ceresio, cinque tappe che percorrono un territorio affascinante, entrato a far parte di un ristretto numero di luoghi famosi per il turismo internazionale. Di relativamente facile impegno, questi itinerari ci permettono di addentrarci in un paesaggio ancora e per fortuna per lo più rurale, assaporando una natura e ritmi di vita legati a un passato non troppo lontano e in alcune realtà ancora presente.

Lo sviluppo di questo percorso mette in contatto questi due grandi laghi prealpini, attraversando le quattro valli che si staccano dai rilievi del gruppo montuoso del pizzo di Gino nella prima parte e le due valli del Telo che mettono in comunicazione nuovamente Ceresio e Lario scendendo i versanti opposti dalla valle Intelvi.

Le tappe

8A da Menaggio a Cusino 

8B da Cusino a Cavargna

8C da Cavargna a San Mamete di Valsolda

8D da San Mamete Valsolda a Orimento

9. L’antica Insubria

L'Insubria è la regione storica che comprende il Ducato di Milano, equivalente all’incirca alle attuali provincie di Varese, Como, Lecco, Milano e Monza - Brianza in Italia e Canton Ticino in Svizzera.

In queste tappe verranno esplorate le Prealpi Lariane dalla val d'Intelvi, al confine con la Svizzera, al monte Resegone e alla val Taleggio, oramai in territorio bergamasco, passando per i rilievi del Triangolo Lariano.

Escursioni alla scoperta delle Foreste Regionali Val d'Intelvi, Corni di Canzo e Monte Resegone, dalle molteplici sfaccettature e dai panorami sul Lario, la Brianza e le Alpi Lariane.

Le tappe

9A dall'alpe Comana al rifugio Riella

9B dal rifugio Riella a Prim'Alpe

9C da Prim'Alpe al rifugio Alpinisti Monzesi 

9D dal rifugio Alpinisti Monzesi alla Costa del Palio 

Sezione in costruzione

La guida CamminaForeste in Lombardia, scritta da Enrico Calvo, Roberto Cremaschi e Alessandro Rapella con molte collaborazioni ed edita da Terre di Mezzo, è in dirittura d'arrivo.

Trovate qui la presentazione.

Nelle oltre 150 pagine della guida, oltre alle consuete sezioni (A colpo d'occhio, Galleria fotografica, Istruzioni per l'uso...) trovate un'articolata e avvincente introduzione alle foreste incontrate sul percorso con approfondimenti curati dagli esperti forestali della SISEF  (https://sisef.org/).

A fianco della descrizione dei nove itinerari composti da 39 tappe e 2 percorsi ad anello, nove testimonial ci raccontano la "loro" foresta. In conclusione, un'essenziale bibliografia.

 

Sezione in costruzione

Sezione in costruzione

Per informazioni sullo stato del percorso potete scrivere a forestedilombardia@ersaf.lombardia.it 

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