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Attività del Living Lab

Visita la sezione introduttiva relativa al living lab "Modelli innovativi e sostenibili di gestione del suolo" qui

Cos’è un Living Lab

Le reti di Living Labs (LL) sono definite, secondo la mission UE sopra citata, come spazi (fisici e virtuali) di co-creazione di pratiche innovative che si distinguono dalle tecniche comunemente applicate nel contesto agricolo di riferimento. La co-creazione avviene tramite l’istituzione di una rete di agricoltori, tecnici, ricercatori e altri stakeholder che collaborano per applicare in contesti reali e produttivi idee innovative di gestione sostenibile del suolo (Figura 1). Il concetto o la tecnica innovativa devono essere supportati da un’evidenza scientifica, spesso derivata da sperimentazioni attive presso Long Term Experiments, che ne dimostri i vantaggi in termini di aumentata “salute del suolo”, intesa come "capacità permanente dei suoli di supportare i servizi ecosistemici", tramite valutazione della stessa attraverso una serie di indicatori proposti e misurabili. Inoltre, tali tecniche devono rispondere al requisito di essere applicabili ed efficaci in contesti produttivi reali. Pertanto, per un efficace sperimentazione sul campo e trasferimento dell’innovazione, nell’ambito dei LL possono inoltre essere presenti aziende dimostrative denominate Lighthouses Farms (LHF).

Il tema del Living Lab “Modelli innovativi e sostenibili di gestione del suolo”

Il tema caratterizzante del Living Lab è lo sviluppo di tecniche e pratiche di gestione conservativa, associate in particolare alla preservazione e all’incremento del contenuto di carbonio organico nei suoli in connessione con gli obiettivi UE correlati al Carbon Farming, alla gestione dei nutrienti e delle risorse irrigue. Oltre alla tematica principale, nel tempo si prevede che possano svilupparsi attività complementari quali sviluppo di innovazione in materia di agricoltura di precisione, uso di sensoristica (sia remota che prossimale) e di sistemi/strumenti di supporto alle decisioni, meccanizzazione, fertilizzazione con biomasse agricole ed extra-agricole, uso di biostimolanti e ogni altra tecnica di possibile interesse in una prospettiva di sviluppo di modelli di gestione conservativa e rigenerativa dei suoli innovativi e sostenibili. 

Le azioni che il LL intende attivare per conseguire gli obiettivi che si propone sono le seguenti: 

  •  Co-creazione di innovazione, sperimentazione in campo in condizioni operative reali (ricerca);
  • Verifica dei risultati ambientali e agronomici derivanti dall’applicazione delle tecniche (monitoraggio)
  • Diffusione delle conoscenze, scambio e trasferimento di esperienze (divulgazione)

La rete è costantemente ampliabile nel tempo con ulteriori attori operanti nel mondo della ricerca e dell’innovazione in agricoltura, allo scopo di favorire l’interazione continua tra i diversi attori e lo scambio di conoscenze tra gli agricoltori, anche tramite l’individuazione e il coinvolgimento di aziende innovative che possano agire come poli di dimostrazione e divulgazione dei processi sviluppati e sperimentati in contesti reali.

Le attività di monitoraggio

A partire dal 2019 è stata attivata una rete sperimentale di monitoraggio permanente di indicatori agronomici e ambientali nei suoli agricoli, confluita poi nel living lab "modelli innovativi e sostenibili di gestione del suolo, formata da aziende rappresentative delle condizioni pedoclimatiche della pianura padana e delle aree pedecollinari limitrofe.

Tale rete risulta oggi costituita da quattro aziende agricole (lighthouse farms - LHFs), cui si aggiunge la stazione sperimentale a lungo termine (LTE) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (DiProVes), situata presso l'azienda dimostrativa CERZOO (Centro di ricerca per la zootecnica e l'ambiente), dove vengono messe a confronto pratiche conservative e convenzionali di gestione dei suoli agricoli e studiati gli effetti agro-climatico-ambientali associati tramite misurazione di diversi indicatori di qualità del suolo.

Gli indicatori agronomici e biologici individuati, correlati in particolare alle potenzialità di incorporazione di carbonio organico e alle funzioni ecosistemiche dei suoli, sono di seguito riportati.

Indicatori agronomici

  • Stock di carbonio (contenuto in SOC e densità apparente);
  • Stabilità strutturale

Indicatori biologici

  • Indice QBS-ar
  • Anellidi

Annualmente vengono effettuate campagne di campionamento del suolo presso i campi sperimentali messi a disposizione dalle aziende appartenenti alla rete, indicativamente nel periodo successivo alla raccolta delle colture primaverili-esitive, allo scopo di analizzare e monitorare nel tempo i parametri sopra indicati in risposta alle diverse gestioni considerate.

I prossimi passi

L’adesione al Living Lab da parte di nuove aziende agricole e di nuovi partners del settore è sempre possibile mediante partecipazione a una manifestazione di interesse, pubblicata sul sito nella sezione "bandi di gara e avvisi", senza determinazione di durata.

Nel tempo saranno forniti aggiornamenti in relazione all’andamento delle attività e agli sviluppi del Living Lab, e saranno man mano pubblicati report e documenti tecnici connessi ai risultati ottenuti. Saranno inoltre rese note attività di disseminazione e divulgazione, anche tramite l’attivazione di una mailing list.

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