20. Valle del Freddo

Bergamo

Descrizione

La Foresta Regionale Valle del Freddo (26,45 ha) si trova nel comune di Solto Collina (Bg) in Val Cavallina ed è compresa all’interno dell’omonima riserva naturale (superficie di 70,30 ha), di cui occupa la parte più occidentale. La parte sud è caratterizzata dalla presenza di una giovane fustaia di pino silvestre di origine artificiale. All’interno della pineta si stanno diffondendo le latifoglie, il cui sviluppo è favorito dalla penetrazione della luce attraverso la chiome rade del pino silvestre. Le specie più rappresentative sono il carpino nero, l’orniello, il sorbo montano, il sanguinello, il nocciolo e il viburno lantana. Le latifoglie stanno progressivamente sostituendo il pino silvestre che è incapace di resistere alla concorrenza e danno luogo ad un soprassuolo forestale simile ai boschi circostanti.

Nella parte nord troviamo un bosco caratterizzato da latifoglie termofile ed inquadrabile negli orno-ostrieti, con dominanza di orniello, carpino nero e presenza di roverella. Nelle vicinanze, si trova una prateria con vegetazione termoxerica costituita da molinia, sesleria, brachipodio e forasacco.

Al di fuori della Foresta, ad est troviamo la Valle del Freddo vera e propria. La sua caratteristica principale è la presenza del fenomeno microtermico che si manifesta con l’emissione di aria fredda nel periodo aprile – settembre da alcune piccole aperture situate nel fondovalle ad una quota compresa fra 350 e 400 m, denominate “buche del freddo”. La spiegazione del fenomeno potrebbe essere data dalla circolazione dinamica particolarmente attiva che, sfruttando il carsismo sotterraneo, produce un raffreddamento in profondità da cui si svilupperebbe il ghiaccio o nella presenza nel sottosuolo di ghiaccio relitto. Viene così favorita la diffusione di specie vegetali microterme, che solitamente si trovano a quote più elevate (es. stella alpina, camedrio alpino, iberidella alpina, sassifraga di Host).

La Riserva Naturale è suddivisa in 4 zone:
A) zona fredda
B) zona del processo microtermico
C) zona di contorno
D) zona di accoglimento

Nelle zone A e B, considerata di maggiore protezione, l’accesso è consentito solo con guida e limitatamente al periodo maggio – luglio, mentre nelle restanti zone si può accedere liberamente tutto l’anno. La Foresta Regionale Valle del Freddo comprende le zone C e D.

Accesso

In auto da Milano -  si percorre l’autostrada per Venezia e si esce a Bergamo. Da qui si prende la superstrada in direzione Lovere. Ci si immette quindi sulla s.s. N. 42 del Tonale e della Mendola. Si prosegue e dopo aver superato i laghi di Endine e di Gaiano, si incontra un cartello che indica 6 km a Lovere e poche decine di metri più avanti si trova una rotonda. Si svolta a destra dove inizia la strada sterrata di accesso alla Foresta Regionale.


Informazioni

ERSAF - Breno tel. 02.67404340
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, via del Cantiere, 4  - 24065 Lovere (Bg).
Per ulteriori informazioni http://www.parks.it/riserva.valle.del.freddo/

AREE DI SOSTA

Sono presenti 2 aree di sosta: una nel punto di incontro tra il percorso didattico e quello scientifico e un’altra in prossimità del parcheggio.

CENTRO VISITA

All’interno del fabbricato della Foresta Regionale è presente un centro visita suddiviso in tre settori:
spazio museale: si tratta di uno spazio espositivo in cui vengono illustrate le caratteristiche della riserva (geologiche, botaniche e faunistiche), mediante pannelli e vetrinette che riproducono gli ambienti tipici.
segreteria: è il punto di accoglienza. Si può trovare il materiale informativo (opuscoli informativi, cartine, ecc). sala audiovisivi e laboratori didattici: viene adibita ad incontri e lezioni di educazione ambientale.

CAVE

Nella riserva naturale Valle del Freddo vi sono 2 cave abbandonate: cava Berta sud e Cava Rota al centro (nella Foresta Regionale), costituite in prevalenza da una roccia calcarea stratificata di colore nero denominata “calcare di Zorzino”. Queste cave rappresentano una testimonianza dell’attività antropica del passato, in quanto sono state sfruttate fino agli anni settanta per l’estrazione della pietra calcarea.

INTERESSE NATURALISTICO

Il luogo di maggiore interesse dal punto di vista naturalistico è la valletta in cui sono presenti 2 habitat di interesse comunitario:
le lande alpine e subalpine: comprendono specie arboree montane come ad es il larice e l’abete rosso
gli arbusteti con pino mugo e rododendro irsuto: il rododendro è diffuso in prossimità delle buche, mentre il pino mugo si trova sul versante ovest.
Il mantenimento di questi due habitat è legato alla presenza del fenomeno microtermico ed al contenimento della vegetazione forestale ed erbacea. Un altro luogo di interesse naturalistico è il versante ovest in cui è presente l’habitat comunitario denominato “praterie secche seminaturali e facies arbustive su substrati calcarei”. Si tratta di un habitat in cui vi è la presenza di prati secchi e di nuclei di arbusti (viburno lantana, biancospino e frangola) in fase di espansione. All’interno della Foresta Regionale, nella zona nord, troviamo anche l’habitat “Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcarei".

PERCORSO SCIENTIFICO

Attraversa la valletta (zone A e B) in senso longitudinale. Si trova al di fuori della proprietà regionale. Lungo il percorso, nel periodo maggio – luglio si possono ammirare le fioriture delle specie microterme. Inoltre, nello stesso periodo, è possibile osservare da vicino una buca del freddo e verificare la fuoriuscita dell’aria fredda. La zona è fuori dalla proprietà regionale e l’accesso è regolamentato.

PERCORSO DIDATTICO

Si sviluppa lungo lo spartiacque della valletta e scende fino al fabbricato. Permette di osservare alcune caratteristiche della riserva (es. pineta di pino silvestre e massi erratici). Dopo il crinale si può trovare anche un punto di sosta con panche e tavoli. Il percorso è interamente compreso nella proprietà regionale e l’accesso è libero.

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