Azzaredo-Casù

Bergamo

Descrizione

Il territorio della Foresta Regionale Azzaredo-Casù è costituito in prevalenza da un grande pascolo, si estende per 114 Ha nel Comune di Mezzoldo e ricade sul versante Sud-Ovest del Monte Azzaredo (2.118 m) ed il versante Sud del Monte Tartano (2.289, m), lungo i versanti bergamaschi dello spartiacque Orobico.

 

La morfologia del versante, nella parte boscata, è uniforme con boschi a prevalenza di abete bianco e rosso, con sporadica presenza del faggio e di latifoglie minori e pioniere, per lo più in fase di colonizzazione del pascolo.

 

I fabbricati regionali sono utilizzati per l’attività produttiva d’alpe (viene prodotto il formaggio D.O.P. “Bitto”) che a tutt’oggi corrisponde alla maggiore vocazione del territorio, a cui negli ultimi anni si sta affiancando anche il valore turistico, grazie al sentiero “101” denominato “Sentiero delle Orobie” che attraversa tutta la parte superiore del pascolo.
Tra le strutture presenti nella Foresta, il Rifugio Marco Balicco all'Azzaredo (m. 1.963), inaugurato nel 2015, e il Bivacco Zamboni (m. 1.995).

Attualmente l’unico percorso stradale che consente di raggiungere la Foresta Regionale è la strada forestale che dalla località Rifugio Madonna delle Nevi attraversa in località Prà del Muto tutto il fondovalle.

 

 

Accesso

Dalla statale 470 della Valle Brembana prendere per San Pellegrino Terme, proseguire per Piazza Brembana continuare per Mezzoldo-Passo San Marco S.P.1, Attraversare Mezzoldo e continuare sulla sulla S.P.9; dopo circa 5 Km. Arrivo alla località “Madonna delle Nevi mt 1350. Da lì si prosegue per il Bivacco Zamboni.


Informazioni

ERSAF-Curno-tel. 035.6227.382-fax-035.6227.399

> LA VIA DEI BAREK

L’itinerario è caratterizzato dalla presenza dei caratteristici bàrek, antichi recinti per il bestiame, tuttora utilizzati per il pascolo turnato. Di particolare interesse storico-culturale sono le incisioni rupestri e le coppelle di origine antropica, di cui è ricco tutto il territorio circostante Mezzoldo e il Passo di San Marco. Il sentiero ha inizio dalla località Madonna delle Nevi e arriva fino al Bivacco Zamboni.
  • Dislivello: circa 600 m.

> SENTIERO DEI PASCOLI

Il percorso botanico si sviluppa all’interno della Foresta Azzaredo - Casù, lungo il sentiero CAI n. 124 e illustra, grazie ai pannelli didattici, le peculiarità naturalistiche della zona. La vegetazione dei pascoli alpini è costituita principalmente dai nardeti (Nardus stricta). Il nardo è una specie fortemente resistente al calpestio animale, inoltre è poco appetibile per il bestiame, motivo per cui riesce ad espandersi con facilità. Nelle zone in cui il pascolamento è minore si insediano le formazioni arbustive del rodoro-vaccinieto con Rhododendron ferrugineum e mirtilli. Sui pendii più assolati si attesta invece il ginepro, mentre l’ontano verde predilige i versanti più ripidi e freschi, tipici dei canaloni di valanga.

> BIVACCO ZAMBONI

Il Bivacco Zamboni si trova nella FDR Azzaredo-Casù ed è raggiungibile dalla località Madonna delle Nevi mt 1350, dopo un escursione a piedi di circa un’ ora e mezzo su sentieri privi di difficoltà.
  • mt 1995

> SENTIERO DELLE OROBIE OCCIDENTALI

E’ il principale tracciato escursionistico (segnavia n. 101) che attraversa, ad una quota di circa 2.000 metri, la testata della Valle Brembana. Almeno sei sono le tappe necessarie, da rifugio a rifugio, per percorrerlo interamente, dalla località di Cassiglio al Rifugio Fratelli Calvi in Valle Brembana.

> SENTIERO DELLE CASERE

Un percorso ad anello tra le “casere”, edifici adibiti alla produzione del rinomato formaggio di monte dell’Alta Valle Brembana. Il sentiero, realizzato dal CAI Alta Valle Brembana, ha inizio dal Rif. Madonna delle Nevi e attraversa la Foresta regionale.

> RIFUGIO MARCO BALICCO ALL'AZZAREDO

Partenza da Fraz. Madonna delle Nevi, Mezzoldo (BG) oppure dal tornante n.9 (indicazione sentiero) in direzione del Passo San Marco.
  • 600 m circa dalla frazione Madonna delle Nevi

  • 1.963 m slm

> BAREK E COPPELLE

L’alta Valle Brembana ha conservato numerose testimonianze della presenza dell’uomo fin dall’antichità. Si possono osservare i bàrek, recinti in pietra per il contenimento del bestiame, i kàrek, mucchi di pietra realizzati per liberare i pascoli e i kalecc’, ripari temporanei con una copertura mobile. Infine, nella roccia di queste zone (micascisto) che ben si adatta ad essere incisa, sono state ritrovate numerose coppelle, incavi emisferici dal probabile significato religioso-propiziatorio.
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