Il gambero di fiume autoctono, le prime immagini dei nuovi nati

Durante il periodo riproduttivo le femmine proteggono sotto l’addome dalle 50 alle 100 uova

Nel mese di giugno il Centro riproduttivo ERSAF di Prim’Alpe, Canzo (CO), ha ospitato un vero e proprio “set fotografico” dedicato al gambero di fiume autoctono, Austropotamobius pallipes, specie protetta a livello europeo dalla direttiva Habitat, a causa delle numerose minacce che subisce.

Durante il periodo riproduttivo, dall’autunno a metà primavera, le femmine proteggono sotto l’addome dalle 50 alle 100 uova.

Trascorso il periodo di incubazione, quando la temperatura dell’acqua diventa ottimale, le uova si schiudono dando alla luce piccole larve, che restano attaccate al ventre della madre fino alla prima muta. Giugno è il momento migliore per osservare queste fasi: le larve, lunghe meno di un centimetro, sono già del tutto simili agli esemplari adulti.

Pietro Formis ed Emilio Mancuso sono i fotografi professionisti incaricati con l’azione E9 del progetto Life Gestire 2020 di riprendere da vicino i piccoli adesi alle femmine ed un giovane, autonomo, dopo la prima muta.

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