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COME PIANTARE

Preparare la buca: la lavorazione del terreno è indispensabile per una buona partenza dell’apparato radicale. Un terreno soffice facilita la penetrazione delle radici, quindi se la buca è più larga del pane di terra tanto meglio. Inoltre i fianchi non devono risultare troppo compatti, per non essere da ostacolo allo sviluppo laterale delle radici.

 

Controllare l’umidità del pane di terra: è bene che la zolla sia abbastanza umida, specie se il terreno in cui viene messa a dimora la pianta non lo è. Nel caso ci siano radici che seguono il contorno del vaso è meglio aprirle verso l’esterno, cercando di non danneggiarle.

 

Posizionare la pianta nella buca: il colletto è la base del fusto, da cui partono le radici. Deve rimanere a filo del terreno, perciò  non deve essere coperto da terra.

 

Riempire la buca: utilizzando la terra estratta, eventualmente mescolata con terricci ricchi in materiale organico, specie se il terreno è argilloso. La buca deve essere riempita facendo assestare il terreno, in modo che non rimangano vuoti all’interno, ma senza che al tempo stesso risulti troppo compattato e asfittico.

 

Innaffiare la pianta: se possibile fornire acqua supplementare al terreno intorno alla pianta. In caso contrario è preferibile piantare solo se il terreno è già umido.

 

Usare fertilizzante moderatamente: ricordatevi che troppo concime non induce la pianta ad allargare le radici oltre la buca, alla ricerca di nutrimento.

 

Impiego di tutori: per piante di piccole dimensioni il tutore non è sempre necessario, tuttavia una cannetta consente di individuare subito la pianta, specie se si deve intervenire a sfalciare erbe e infestanti. È consigliabile usare un legaccio elastico, per non provocare danni alla corteccia, e comunque anche questo va eliminato una volta che la pianta ha attecchito bene.

 

Impiego di shelter: lo shelter è una protezione, costituita da rete o fogli di materiale plastico, usata per i primi anni dopo l’impianto. Nei modelli più semplici e meno costosi svolge la funzione di protezione dal brucamento degli animali e dall’azione del decespugliatore; in quelli più professionali ha anche il compito di favorire condizioni più favorevoli allo sviluppo della pianta (umidità dell’aria, illuminazione, disponibilità di anidride carbonica). Si tratta di un prodotto che può migliorare i risultati di attecchimento; in ogni caso va evitato l’impiego di modelli con i bordi taglienti, che potrebbero provocare danni al fusto in caso di sfregamento.

 

QUANDO PIANTARE

I periodi in cui è consigliato mettere a dimora le piante sono 2: l’autunno, da settembre a novembre, e la primavera, da marzo a maggio. A seconda della quota si ha a disposizione quindi un periodo di 4-6 mesi. Potendo scegliere, almeno per quote non elevate, è consigliabile l’autunno, perché la pianta appena messa a dimora ha a disposizione più tempo per attecchire prima dell’arrivo dell’estate successiva, specie nel caso di stagioni calde e siccitose come quelle degli ultimi anni.


 
Data ultima modifica 09/06/2016
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