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LA SCELTA DELLE SPECIE

 

In linea di massima il modo migliore per conoscere le specie che si possono utilizzare in un determinato luogo è quello di fare riferimento alle formazioni forestali tipiche dell'area. Per formazione forestale si intende, semplificando, un'unità vegetazionale composta da un certo numero di specie, alcune sempre presenti, altre più o meno frequenti, altre ancora minoritarie a seconda della zona (ad esempio gli aceri-frassineti sono caratterizzati dalla presenza costante dell'acero di monte e del frassino in proporzioni variabili, dalla presenza frequente ma non costante di tiglio, ontano bianco o carpino bianco e dalla presenza saltuaria di altre specie).

 

Al fine di facilitare la scelta, si propongono gli elenchi delle specie che si possono impiegare nelle diverse formazioni forestali negli ambienti di pianura, collina e montagna.

 

Le specie per la pianura

 

Le specie per la collina

 

Le specie per la montagna

 

Le specie sono state suddivise in 3 classi:

 

  • specie caratterizzanti la formazione: sono quelle che danno il nome alla formazione;

  • specie principali: sono quelle che presentano in media un indice di copertura tra il 5 e il 25%;

  • specie minoritarie: sono quelle che presentano un indice di copertura inferiore al 5%.

 

Per un ulteriore approfondimento, si possono visualizzare:

  • la mappa "Regioni di provenienza" che mostra le regioni di provenienza in cui è suddiviso il territorio della Lombardia;

 

Regioni di provenienza

 

  • la tabella "Formazioni forestali" dove sono elencate, per ogni regione di provenienza, le formazioni forestali caratteristiche (i colori della tabella corrispondono a quelli della mappa)

 

Formazioni forestali

 

 

I TIPI FORESTALI DELLA LOMBARDIA

 

Tutte le informazioni riportate sono state ricavate dal volume "I tipi forestali della Lombardia ".

 

 

LA SCELTA DELLE PROVENIENZE

 

"Un altro fattore di insuccesso è l'impiego di materiale vivaistico in aree con caratteristiche del suolo e ambientali diverse da quelle in cui è stata raccolta la semente.

Una volta scelta la specie, in base a considerazioni sulle finalità dell'impianto e sulle condizioni stazionali (clima, suolo) per molte specie forestali è necessario individuare anche la provenienza più appropriata. Infatti le specie ad ampio areale tendono a differenziarsi in entità sottospecifiche diverse tra loro. L'identificazione di razze geografiche all'interno di una specie permette di ricorrere a piantine particolarmente adatte all'ambiente d'introduzione, utilizzandone al massimo le potenzialità produttive.

In assenza di sperimentazioni che forniscano dati attendibili sull'esistenza e sulle risposte nel campo delle provenienze, che consentirebbero quindi di scegliere il materiale più adatto, si consiglia di ricorrere all'impianto di materiale di provenienza locale".

 

Testo tratto da Maltoni A., Mariotti B., Tani A., 2003. Guida per la scelta delle piante forestali in vivaio. C'è vita nel bosco - ERSAF Lombardia.

 

 

 

 

 

 


 
Data ultima modifica 20/06/2016
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