Ricerca sui cambiamenti climatici e il controllo dei gas serra in Lombardia
La più grande riserva di carbonio organico presente negli ecosistemi terrestri si trova nel suolo e in Lombardia la quantità totale di carbonio organico immagazzinata nei suoli ammonta, nei primi 30 cm di spessore, a 126,82 milioni di tonnellate e nei primi 200 cm a 270,41 milioni di tonnellate. La maggior parte del carbonio organico, circa il 47% dell’intero stock, è conservata negli strati più superficiali dei suoli. Questo stock “superficiale” è quello che è più soggetto all’influenza dei fattori ambientali e antropici esterni e anche ai processi di mineralizzazione o di sintesi. Il carbonio presente in profondità è al contrario più stabile e meno suscettibile alle trasformazioni. Il contenuto in carbonio varia da suolo a suolo e dipende anche dal tipo di vegetazione presente, dall’uso e dalle pratiche di gestione a cui il suolo è sottoposto. In generale si può dire che i suoli della pianura sono più poveri in carbonio rispetto a quelli di montagna e differenze consistenti si hanno anche tra gli stock di carbonio presenti nei suoli coltivati a seminativo (57 t/ha nei primi 30 cm di suolo) e quelli dei suoli sotto foresta o formazioni prativo-pascolive (da 70 a 90 t/ha circa). Quantità importanti di carbonio organico sono accumulate negli ecosistemi forestali e naturali, in media il suolo ne contiene il 59%, mentre la vegetazione arborea il 31%, la lettiera il 9% e la vegetazione del sottobosco circa l’1%.
contenuto medio in carbonio organico (CO), in t/ha, nei primi 30 cm di suolo (valori crescenti dal rosso al verde)
Attraverso l’analisi di una serie di indicatori è stata stimata la capacità potenziale dei suoli di perdere o immagazzinare carbonio. Per i suoli di pianura, più poveri in carbonio, il rischio di una perdita ulteriore appare generalmente limitato. Anzi, con l’adozione di idonee pratiche agronomiche e gestionali, mostrano una alta capacità potenziale di sequestrare altro carbonio. Nelle aree montane, invece, dove lo stock di carbonio è più elevato, le possibilità di un ulteriore incremento sono minori. È importante quindi adottare interventi che proteggano gli ecosistemi naturali e forestali e allo stesso tempo promuovere misure che valorizzino la funzione di sink di carbonio dei suoli agricoli. Per questo diventa necessario sviluppare sistemi di monitoraggio dei suoli a lungo termine e protocolli per certificare le variazioni che intervengono nello stock di carbonio dei suoli regionali.