L’impiego di piante di provenienza locale, rispetto a quelle di provenienza incerta o non autoctona, permette di conseguire risultati migliori in termini di attecchimento e garantisce la conservazione della biodiversità. Questo perchè nel tempo, le specie forestali si sono adattate alle condizioni climatiche e pedologiche dei diversi luoghi, dando origine agli ecotipi o provenienze, cioè popolazioni della stessa specie distinte tra loro geneticamente.
Il territorio della Lombardia è stato recentemente diviso in regioni di provenienza (appenninica, bassa pianura, alta pianura, esalpica, mesalpica, endalpica) all’interno delle quali ricadono i boschi da seme.
All'interno di questi boschi si cerca di raccogliere il seme da almeno 30 alberi, possibilmente non troppo vicini tra loro, in modo che la stessa provenienza presenti un certo livello di variabilità genetica.
L’obiettivo di conservare la biodiversità viene perciò realizzato su tre successivi livelli:
1. impiego di sole specie autoctone;
2. individuazione di provenienze locali per ciascuna di queste specie;
3. conservazione della variabilità genetica presente all’interno della provenienza.
La ricerca di nuove provenienze è comunque continua allo scopo di garantire una sempre maggior corrispondenza tra le richieste e la disponibilità vivaistica.