Le attività di miglioramento genetico della vite sono state svolte, in modo particolarmente intenso e mirato nel corso di questo ultimo lustro, dalle Facoltà di Agraria delle Università degli Studi di Milano e dell’Università Cattolica di Milano (sede di Piacenza), con la collaborazione degli enti operanti nelle principali zone viticole della Lombardia che hanno ospitato i campi di confronto clonale e varietale presso l’Azienda sperimentale Riccagioia in Oltrepò Pavese, la Fondazione Fojanini di Sondrio in Valtellina e il Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia.
Il passaggio ad ERSAF, a partire dal secondo semestre 2007, del coordinamento di tutte le attività in atto finanziate fino dalla D.G. Agricoltura all’interno del Piani per la ricerca e lo sviluppo, ha come finalità la realizzazione di un sistema di servizi particolarmente articolato e completo, stabile e continuativo nel tempo.
L’obiettivo generale è l’attivazione a favore della viticoltura lombarda di un servizio innovativo che, utilizzando un metodo comune di lavoro e di approccio al tema del miglioramento genetico, consenta di operare in modo più efficace ed omogeneo e di rendere più produttivi gli investimenti finanziari.
Più specificatamente il progetto si propone di ottenere nuovi cloni di varietà strategiche per la vitivinicoltura regionale e nuove varietà da incrocio intraspecifico. Nell’ottica generale del miglioramento della qualità e tipicità dei vini, questo duplice obiettivo permetterebbe, nel caso degli incroci di perseguire, l’ottenimento di nuove varietà di pregio e meglio adattabili ad un clima eventualmente mutato (più caldo e siccitoso) e, nel caso dei cloni, di aumentare la possibilità di scelta di materiale geneticamente e sanitariamente selezionato per la costituzione di nuovi impianti. Così operando, l’innovazione realizzata consentirebbe di ottenere vini di qualità, contraddistinti da più accentuate caratteristiche di tipicità locale, aprendo anche alla possibilità di produrre vini particolari che, pur mantenendo le caratteristiche legate al territorio, siano dotati di una spiccata individualità e presentino risvolti peculiari.
Prodotti concreti del progetto saranno l’omologazione di nuovi cloni e la registrazione all’Albo Nazionale delle Varietà di Vite di nuove varietà; inoltre verrà fornito il materiale di propagazione al Nucleo di premoltiplicazione regionale per l’avvio della produzione vivaistica e il conseguente utilizzo da parte delle imprese vitivinicole lombarde.
La ricaduta delle attività si concretizzerà in un arricchimento della piattaforma ampelografica regionale e destinatari dei risultati saranno, in primo luogo, le aziende vitivinicole della Lombardia che potranno usufruire di materiale vivaistico con elevati standard sanitari e genetici, nonché di nuovi vitigni per produzioni enologiche anche innovative, con auspicabili benefici conseguibili sul mercato enologico. A monte di queste beneficeranno dei prodotti di questa attività le aziende vivaistiche lombarde, mentre a valle beneficiari saranno i consumatori del mercato non solo lombardo.